|
|

 Clicca sulle foto per ingrandirle
|
|

Palcoscenico di prestigio mondiale, la Scala è patrimonio della città di Milano, di tutti i suoi abitanti e del mondo intero. La nuova Scala nasce dalla volontà di far vivere il teatro nel tempo, conservando la storia ma parlando al tempo stesso un linguaggio contemporaneo. Il progetto generale include sia il restauro del nucleo originale di Piermarini, sia un riordino delle funzioni e degli spazi. Da qui l'idea dell'architetto Botta di dotare l'edificio di due nuovi, grandi volumi: una torre, in continuità con gli spazi disegnati da Piermarini, dotata di una macchina scenica unica al mondo; un corpo ellittico, a essa complementare, in cui ospitare uffici, camerini e la scuola di danza. Questi due corpi capaci di dialogare con l'opera di restauro e con la città, hanno richiesto soluzioni di facciata innovative e specifiche. Per l'ellissoide, un rivestimento frangisole a stecche verticali; per la torre, una facciata ventilata con disposizione “a madonna” delle lastre dotata di un sistema di illuminazione “a cielo stellato”. In un'opera di questa portata, l'intervento di Aliva ha la grande responsabilità di porgere all'occhio del mondo le superfici dei nuovi volumi, entrando di diritto nel tessuto urbano di Milano e nella storia.
|
|

La lunga e fondamentale fase progettuale svolta da ALIVA ha permesso di affrontare e risolvere in anticipo nodi strutturali e problematiche costruttive. Come per ogni altra realizzazione, il team progettuale Aliva ha applicato un approccio rigoroso, che comporta alcune fondamentali tappe. Anzitutto, l'analisi del progetto architettonico relativo all'involucro edilizio, accuratamente verificato in ogni aspetto formale e strutturale. Successivamente, l'individuazione della natura e della tipologia degli elementi strutturali per l'attuazione del progetto, anche in base al tipo di paramento da applicare: il Botticino. Infine la proposta del progetto esecutivo, completo di calcoli strutturali, sistemi di fissaggio del paramento e soluzioni originali di posa.
|
|

Nel progetto dell'architetto Botta, l'ellissoide offre una superficie composta da stecche in marmo Botticino equispaziate che accolgono la luce naturale all'interno, offrendo all'esterno una superficie mossa e vibrante. La scelta di questo materiale, già utilizzato all'interno del teatro e compatibile, per colore e impatto, con il contesto architettonico circostante, ha condizionato le scelte progettuali Aliva. Il peso dei singoli elementi in Botticino, le modeste prestazioni meccaniche della pietra e l'assenza di un'area di cantiere in loco, hanno richiesto una soluzione che non ha eguali nel panorama internazionale. È stato infatti deciso di ricorrere a pannelli preassemblati in un'area lontana dal teatro, dove è stato possibile effettuare un accurato controllo a terra. In fase di progettazione, gli ingegneri Aliva hanno trasformato la geometria dell'ellisse in archi di cerchio, con approssimazione molto spinta. La superficie totale è stata poi divisa in tre corsi principali, uno per ogni piano, a propria volta suddiviso in pannelli lunghi dai 3,5 ai 4 metri e alti dai 3 ai 4,15 metri, per un totale di circa 63 pannelli che pesavano ciascuno mediamente 2 tonnellate. Un accurato rilievo topografico ha consentito di adeguare le tolleranze della struttura principale in acciaio a quelle (molto piccole) dei frangisole.
|
|
|
|